Ospedale di Desenzano
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DSMD

Direttore: Dr. Gianluigi Nobili
Responsabile Segreteria: Cinzia Treccani

 

Contatti

TELEFONO 030.9054.391- 395
FAX 030.9054.297
EMAIL dsm.aziendale@asst-garda.it

 

Ubicazione: 1° piano – scala L, Ospedale di Leno

 Cos’è il DSMD

 

Il Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze (DSMD) dell’Azienda Socio Sanitaria Territoriale del Garda è la struttura organizzativa interdisciplinare e l’organo di coordinamento e di governo atto a garantire unitarietà ed integrazione ai servizi psichiatrici dell’età adulta, ma anche ai servizi neuropsichiatrici dell’infanzia ed adolescenza, delle dipendenze e ai vari programmi dipartimentali.

 

Il DSMD è deputato alla promozione e alla tutela della salute mentale dei cittadini nel territorio che comprende gli ambiti territoriali:

  • n° 9 di Manerbio
  • n° 11 di Salò
  • n° 12 della Valsabbia

 

Il DSMD è punto di raccordo “in rete” delle varie risorse disponibili sul territorio, coniugando le risorse informali (associazioni di volontari, utenti, famiglie) con quelle più formali (Enti locali, Servizi Sanitari, altri Servizi Sociali).

 

Il DSMD ha una duplice missione:

  • di garantire la libertà di scelta della cura da parte degli utenti
  • assicurare nel contempo il trattamento dei pazienti gravi (presa in carico)

 

 Settore e Aree del DSMD

Il DSMD è organizzato in settori specialistici e in aree d’integrazione trasversali:

 

Settori:

 

Neurologia e psicopatologia dello sviluppo

 

Psichiatria

Servizi per le Dipendenze

 

Aree d’integrazione trasversali:

  • Centro dei Disturbi Cognitivi e Demenze: programma rivolto a persone affette da decadimento cognitivo/demenza nelle varie fasi della malattia e alle famiglie. È un percorso assistenziale multidimensionale e integrato che coinvolge Medici di Medicina Generale,CDCD, servizi territoriali e Polo Ospedaliero:
    • Ambulatorio di Leno
    • Ambulatorio di Salò

 

  • Unità Operativa di Psicologia (UOPsi) così articolata:
    • Programmi ospedalieri di psicologia della salute
    • Programmi dipartimentali DSMD
    • Programmi sperimentali di psicologia di base del territorio

 

  • Area della disabilità:
    • Équipe Operativa Handicap (EOH)
    • Sportello informativo disabilità
    • Diritto allo studio Alunno Disabile
    • Programma per i disturbi dello spettro autistico: nei presidi di Leno, Lonato e Salò sono attivi programmi per la diagnosi e il trattamento dei disturbi dello spettro autistico nell’ottica della continuità tra l’età dello sviluppo e l’età adulta. Il riferimento del programma è nei poli di NPIA
    • Disabilità Complessa: programma regionale NPIA condotto con ASST Spedali Civili e Franciacorta e orientato alla presa in carico nei tre poli di NPIA di soggetti giovani con disabilità complessa

 

  • Area Psicosociale Giovani (14-24 anni):
    • Equipe funzionali di NPIA–Psichiatria volta a intercettare e trattare precocemente la porzione più fragile della popolazione di riferimento
    • Programma innovativo regionale TR83 Margherita, presa in carico intensiva di soggetti psicotici con esordio giovanile
    • Programma regionale NPIA condotto con ASST Spedali Civili e Franciacorta e orientato alla presa in carico di adolescenti con disagio sociale e disturbo psichiatrico inseriti in comunità con particolare riferimento a minori con procedimento penale (modello integrato con scuole, comuni, servizi minorili di giustizia…)

 

  • Area di Giustizia e Protezione Giuridica: processo dipartimentale che coordina le azioni di presa in carico di soggetti autori di reato e portatori di psicopatologia, le azioni di protezione giuridica e di tutela minori

 

  • Area della Riabilitazione Psicosociale: processo dipartimentale che coordina le azioni e i programmi riabilitativi di tipo psicosociale favorendo nei vari settori dipartimentali la formazione, il  miglioramento di qualità e l’efficienza in ambito riabilitativo

 

Al DSMD fanno riferimento specifico anche strutture private accreditate:

  • il Centro diurno “Eureka” e la Comunità Protetta ad alta intensità (CPA) “Il Gabbiano” (20 p.l) gestita dalla Cooperativa “Il Gabbiano” nell’ambito di una sperimentazione gestionale (dal 2005), in Pontevico
  • Centro Diurno “Stella del Mattino” gestito dalla Comunità Fraternità, nell’ambito di un accordo di programma con ASST Garda, in Nozza di Vestone, c/o Fondazione Passerini, via Sardello, 19
  • Centro Diurno “Raggio di Luna” per soggetti in carico alla UO di NPIA gestito dalla Cooperativa Fraternità Giovani, a Macesina di Bedizzole, via Ing. G. Quarena, 10, nell’ambito di un accordo di programma con ASST Garda

 

 Le parole chiave del DSMD

Il DSMD ha la responsabilità di un territorio ampio e con aree di elevata dispersione territoriale della popolazione. Centrali nel suo operare sono:

  • ACCESSIBILITA’, ovverosia la disponibilità ad accogliere un’ampia gamma di istanze da parte dei pazienti per poi selezionare, secondo criteri di appropriatezza, il tipo di trattamento più idoneo (cfr. percorsi di cura)

 

  • FLESSIBILITA’, finalizzata ad adattare la funzione delle strutture alle reali necessità dei pazienti, per ottenere:
    • una diagnosi precoce (in particolare dei disturbi più gravi);
    • la prevenzione delle ricadute mediante l’identificazione tempestiva dei sintomi prodromici
    • il mantenimento di una sostanziale continuità terapeutica

 

  • INCLUSIONE SOCIALE, la salute (e quindi anche la salute mentale) è un patrimonio individuale, ma anche sociale, che ogni comunità ha il dovere di tutelare. Molte sono le risorse di un territorio che non vengono rappresentate in forma di servizio sanitario, eppure hanno grande valore al fine di promuovere un reale benessere. Un territorio con una buona coesione comunitaria, una condivisione di regole, significative relazioni al suo interno e anche con gruppi esterni è un territorio con un alto “capitale sociale”, e con una maggiore tutela della salute. E’ quindi nel territorio che vanno promosse occasioni di inclusione sociale per le porzioni più fragili della comunità

 

  • ATTRIBUZIONE DI VALORE, il fondamento operativo del DSMD è la valorizzazione delle potenzialità di ogni persona, pur sofferente. La remissione di tutti i sintomi è talvolta molto difficile e comunque non sufficiente: la persona sofferente invece va aiutata nella ricerca e nel recupero delle sue migliori risorse (gli anglosassoni parlano di resilience = resilienza, ovvero la capacità di “tenere”, resistere alle sollecitazioni) affinché, al di là della crisi, ella possa ritrovare se stessa con un ruolo significativo nel mondo (gli anglosassoni parlano di recovery = “guarigione”)

 

  • PARTECIPAZIONE, la cura e la riabilitazione non devono essere assimilate ad una “normalizzazione” delle persone, ossia ad un avvicinamento a stili di comportamento e di esistenza giudicati “normali” dagli operatori. Non è la pura autonomia l’obiettivo da raggiungere, ma la capacità dei pazienti di “partecipare” con la propria storia di vulnerabilità al tessuto sociale e di far valere la propria identità, anche quella che in altri momenti sarebbe stata definita “mancata” o “imperfetta”. Questo obiettivo è tanto più elevato, quanto più grave è la malattia e la conseguente dissoluzione dell’identità personale. La riabilitazione diventa quindi “acquisizione della cittadinanza” ed “apertura di spazi negoziali per il paziente”.

 

  • DIFESA DEI DIRITTI, particolare attenzione è rivolta alla conoscenza e alla tutela dei diritti dei pazienti che accedono al Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze, dando la priorità a coloro che non si dimostrano in grado di sostenerli.

 

 Principi generali di intervento

Valutazione multidimensionale

Per ogni persona che si rivolge ai Servizi si tiene conto fin dall’inizio:

  • dei problemi psicopatologici
  • dei problemi medico-chirurgici
  • dei problemi sociali
  • delle risorse individuali
  • del livello di funzionamento

 

Questa valutazione è alla base della definizione del percorso di cura del paziente e la procedura per realizzarla deve tenere conto sia della complessità del problema, sia della tempestività richiesta dal caso. Se una persona evidenzia un disagio psichico diagnosticabile nell’ambito dei disturbi mentali, non sono ammissibili prolungate valutazioni sulla possibilità o meno di prendere in carico il caso. Al termine del processo di valutazione viene proposto uno dei seguenti percorsi di cura:

  • Presa in carico Il percorso di presa in carico si configura come progetto caratterizzato da elevata complessità organizzativa, rilevante specificità professionale, capacità di gestire l’integrazione sociosanitaria. La realizzazione di questo percorso comporta un forte investimento sul lavoro d’équipe, intesa come gruppo multiprofessionale in grado di sviluppare una più accurata lettura della dimensione biopsicosociale del paziente, di integrare i dati di osservazione e di modulare una progettualità terapeutica coerentemente articolata”.

Un percorso di presa in carico si fonda sull’integrazione di attività specifiche:

attività clinica: attività psichiatrica e psicologica (colloqui, psicoterapia, farmacoterapia), ambulatoriale e domiciliare, centrate sull’utente e i suoi bisogni, orientata allo sviluppo della relazione e del contratto terapeutico

attività riabilitativa: attività di riabilitazione, risocializzazione, reinserimento nel contesto sociale; attività semiresidenziale (o di Centro Diurno) che favorisca un ancoraggio forte al progetto di cura attraverso il legame fondamentale con la rete territoriale primaria (naturale) e secondaria (servizi)

attività di assistenza: attività di sostegno al paziente nei suoi aspetti deficitari, attività finalizzata a sostenere e migliorare il funzionamento psicosociale, attività domiciliare

attività di intermediazione: attività per contrastare gli effetti di deriva sociale connessi con la patologia e con lo stigma: i) utilizzo di opportunità fornite dalle agenzie territoriali (servizi sociali, realtà cooperativistiche e di lavoro protetto, gruppi di volontariato); ii) individuazione di potenziali reti informali, valorizzando i cosiddetti facilitatori o aiutanti naturali; iii) sostegno e informazione alla famiglia

attività di coordinamento: attività sul singolo caso che garantisca integrazione delle diverse aree di attività, dei diversi erogatori che partecipano al progetto di cura, e garantisca continuità al piano di trattamento individuale

 

  • Assunzione in cura: nel percorso dell’assunzione in cura rientrano i percorsi terapeutici previsti per gli utenti dei DSMD portatori di bisogni prevalentemente di tipo specialistico e comunque che non necessitano del trattamento complesso e multi-professionale tipico della presa in carico. Tale percorso terapeutico viene erogato principalmente nei Centri Psico Sociali (CPS) e non si esaurisce necessariamente in un trattamento ambulatoriale. Per rispondere a bisogni specifici richiede l’erogazione di prestazioni da parte di tutti gli operatori del CPS. Il percorso dell’assunzione in cura è compatibile con il trattamento in day-hospital o con episodi di ricovero per il trattamento di riacutizzazioni sintomatologiche

 

  • Consulenza: la consulenza riguarda una modalità di rapporto organizzato fra i servizi psichiatrici, principalmente i Centri Psico Sociali (CPS) e i servizi della medicina generale (o servizi medici di altre discipline) per quegli utenti che non necessitano di assunzione in cura specialistica

Piano di Trattamento Individualizzato (PTI)

Conseguente alla definizione del percorso di cura è la stesura di un piano di trattamento in cui si evidenzino gli obiettivi da raggiungere, in modo condiviso con il paziente e con gli operatori sul caso.

  • Il PTI viene definito in base alle caratteristiche personali della persona e del suo contesto, ma si tiene conto anche della disponibilità e della distribuzione delle risorse
  • Viene data al paziente l’indicazione del trattamento più idoneo ed efficace, specificando eventualmente anche l’orientamento teorico cui fa riferimento il terapeuta. Infatti si pone frequentemente la necessità di esplicitare al paziente la linea di condotta terapeutica riferendosi ai presupposti teorici e alle evidenze scientifiche. Ogni terapeuta (psichiatra o psicologo) deve essere in grado di fornire al paziente idonee spiegazioni e in una forma sufficientemente comprensibile
  • Viene data altresì al paziente l’indicazione delle risorse al momento disponibili nel Servizio. Laddove siano insufficienti nel Dipartimento di Salute Mentale le risorse per il trattamento del caso, il soggetto viene aiutato a trovare una soluzione alternativa

 

Valutazioni e verifiche

Tutti i trattamenti intrapresi, complessi o meno, richiedono la disponibilità degli operatori e dei pazienti a verifiche periodiche. Tra i vari metodi di valutazione viene privilegiato il sistema di audit interno tra operatori, soprattutto quando non vengono raggiunti nei tempi previsti gli obiettivi proposti all’inizio del trattamento.

 

 Testi e link utili

Bibliografia

  1. Piano d’azione sulla salute mentale per l’Europa – Affrontare le sfide, creare le soluzioni – Organizzazione Mondiale della Sanità – Conferenza Ministeriale europea sulla Salute mentale – Helsinki, Finlandia, 12-15 gennaio 2005
  2. Piano di azioni nazionali per la salute mentale – 2013
  3. La psichiatria di comunità in Lombardia – Il Piano Regionale per la Salute Mentale lombardo e le sue linee di attuazione (2004-2012). A cura di Mauro Percudani, Giorgio Cerati, Lorenzo Petrovich, Antonio Vita – Mac Graw Hill editore (2013)
  4. Il case manager nei Dipartimenti di Salute Mentale della Regione Lombardia – Il percorso formativo e la pratica A cura di Giorgio Cerati – Mac Graw Hill editore (2013)
  5. Piano nazionale demenze – Strategie per la promozione ed il miglioramento della qualità e dell’appropriatezza degli interventi assistenziali nel settore delle demenze. G.U. 13.01.2015

 

Siti internazionali per informazioni scientifiche qualificate

 

Siti italiani utili di informazione e di orientamento